104) Buber. Sul dialogo.
L'autentico dialogo, secondo Buber, significa accettazione
dell'alterit. Nel dialogo l'uomo impara la propria limitatezza e
parzialit, il bisogno d'integrazione.
M. Buber, Urdistanz und Beziehung, (Separazione e relazione) L.
Schneider, Heidelberg, 1978, traduzione italiana di E. Baccarini.

 L'autentico dialogo e quindi ogni reale compimento della
relazione interumana significa accettazione dell'alterit. Se due
uomini si comunicano reciprocamente le loro opinioni totalmente
diverse su un oggetto, ciascuno nell'intento di convincere il
proprio partner dell'esattezza del proprio modo di vedere, nel
senso dell'essere uomo si tratta di vedere se ciascuno intende
l'altro qual egli  quindi, con ogni volont d'influsso, lo
accoglie e lo attesta nel suo questo-essere-uomo, nel suo
essere-cos-costituito. Il rigore e la profondit
dell'individuazione umana, l'elementare alterit dell'altro 
presa poi non semplicemente come necessario punto di partenza per
la conoscenza, ma accettato da soggetto a soggetto. Volont
d'influsso poi non significa volont o aspirazione di cambiare
l'altro, di inculcargli la mia propria esattezza, ma aspirazione
a lasciar sorgere e sviluppare ci che  conosciuto come esatto,
come giusto, come vero che proprio perci deve essere installato
anche nell'altro e ci proprio attraverso il mio influsso
conformemente alla forma dell'individuazione. A questa volont 
contrapposta la brama di utilizzazione da cui  posseduto colui
che propaganda e che suggerisce nel suo rapporto con l'uomo
come persiste nel suo rapporto alle cose e invero a cose con le
quali egli non entrer mai in relazione, anzi  zelante nel
privarle del loro essere distanti e della loro autonomia.
L'umanit e il genere umano divengono in incontri autentici. Qui
l'uomo si apprende non semplicemente limitato dagli uomini,
rimandato alla propria finitezza, parzialit, bisogno di
integrazione, ma viene esaudito il proprio rapporto alla verit
attraverso quello distinto, secondo l'individuazione, dell'altro,
distinto per far sorgere e sviluppare un rapporto determinato alla
stessa verit. Agli uomini  necessario e a essi concesso di
attestarsi reciprocamente in autentici incontri nel loro essere
individuale.
Novecento filosofico e scientifico, a cura di A. Negri, Marzorati,
Milano, 1991, volume V, pagine 233-234.
